Terapia del dolore

Il dolore cronico oggi interessa una fascia consistente di popolazione con notevoli impatti sulla qualità della vita e l’autonomia della persona, le relazioni sociali, le capacità lavorative e la spesa sanitaria.

L’algologia, o terapia antalgica, detta anche terapia del dolore o medicina del dolore, consente un approccio terapeutico e scientifico al trattamento del dolore che può essere dominato e alleviato, mantenendo vigili le funzioni cognitive del paziente e quindi il suo libero arbitrio, restituendo autonomia e dignità al paziente che può tornare ad essere attivo nel proprio contesto sociale e lavorativo.

Il dolore

A livello clinico, il dolore è un sintomo trasversale e frequente: spesso segnale importante per la diagnosi iniziale di malattia, fattore sensibile nell’indicarne evoluzioni positive o negative durante il decorso, innegabile presenza in corso di molteplici procedure diagnostiche e/o terapeutiche, costante riflesso di paura e ansia per tutto quello che la malattia comporta.
Il dolore è, fra tutti, il sintomo che più mina l’integrità fisica e psichica del paziente e più angoscia e preoccupa i suoi familiari, con un notevole impatto sulla qualità della vita.

Valutazione

Il dolore è un’esperienza soggettiva ed individuale, e questo spiega le difficoltà che si incontrano nella definizione di metodiche di valutazione efficaci. La letteratura pone diverse proposte: autovalutazione, parametri fisiologici, comportamentali e strumentali.

Terapia del dolore

Nella definizione di un programma di gestione del dolore, indipendentemente dal tipo e dalla causa del dolore, è necessario un intervento globale che preveda il ricorso a terapie farmacologiche e non.

Terapia Farmacologica

Attualmente i farmaci indicati nella gestione del dolore appartengono alle categorie degli analgesici non narcotici, analgesici narcotici, adiuvanti ed anestetici locali.

Studi scientifici hanno puntualizzato indicazioni e limiti di questi farmaci: l’OMS ha stabilito una scala graduata di interventi in base alle caratteristiche e all’entità del dolore; le paure legate alla dipendenza ed alla tolleranza dei farmaci narcotici sono state ridimensionate; le indicazione all’uso dei FANS sono state puntualizzate e la positività dell’uso dei farmaci adiuvanti è stata confermata.

La strategia terapeutica utilizzata dipende da molti fattori, comprendenti le cause e l’entità del dolore, la durata prevista della terapia, le condizioni cliniche generali del paziente e la sua capacità di adattamento ad un determinato programma terapeutico.

Terapia non farmacologica

La Terapia del Dolore non farmacologica comprende molti tipi d’intervento assai diversi fra loro. Alcuni agiscono su altri sistemi sensitivi che bloccano la progressione dello stimolo doloroso, altre attivano i meccanismi nervosi centrali e/o periferici che inibiscono la percezione fisica del dolore. In base alla metodologia d’intervento si possono suddividere in metodi psicologici (di supporto, cognitive, comportamentali) e fisici (agopuntura, massaggio, fisioterapia…)

In Italia i soggetti affetti da dolore cronico sono oltre 13 milioni, più di un quarto della popolazione adulta. Quasi 1 paziente su 2 è depresso, il 22% si sente impossibilitato a vivere e l’11% avverte una riduzione della dignità e della speranza (dati del Centro Neuropsicologico di Vigevano). Fra gli over 65 l’incidenza degli affetti da dolore cronico sale al 40%.

Il costo di tutto questo per il Sistema Sanitario Nazionale è stimato in 11,2 miliardi di euro all’anno. Considerando l’impatto sul sistema produttivo nazionale questa cifra supera i 36 miliardi di euro.

Le indagini effettuate hanno rilevato che le persone con dolore cronico vagano nel labirinto della sanità per una media di 2/4 anni prima di arrivare ad un centro specialistico di terapia del dolore. Il 21,2% dei pazienti non sa a chi rivolgersi per curare la sofferenza: è disorientato nel sistema delle cure e nel 68% dei casi non è a conoscenza dell’esistenza dei Centri di terapia del dolore, nonostante l’emanazione della Legge 38/2010 che ha portato la patologia del dolore cronico ad essere inserita tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Scrivici

Per avere maggiori informazioni sul progetto Giovanni Leonardis Welfare e per conoscere il centro per la terapia del dolore più vicino a te.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi